Sicuramente il 2020 sarà un anno che non dimenticheremo facilmente ma nonostante le brutte notizie, ci sono stati dei risvolti positivi. Per quanto sicuramente la didattica in presenza conserva un’importanza primaria, la didattica a distanza ha incentivato l’utilizzo di strumenti tecnologici e online, velocizzando l’uso e l’integrazione nelle pratiche educative abituali.
L’emergenza sanitaria ha avuto un effetto senza precedenti nel doversi adattare a nuove circostanze soprattutto nell’ambito della formazione. Per necessità, il distanziamento sociale è divenuto un imperativo per evitare un boomerang di contagi e la DAD è diventata l’opportunità per evitare il completo distaccamento dalla formazione.
La lista dei pro e dei contro della DAD è lunga. La mancanza di condivisione di uno spazio fisico rende sicuramente ostico il processo di apprendimento e molte strategie comunicative tipiche delle lezioni in presenza non hanno mordente nelle lezioni su piattaforme online.
La soglia di attenzione degli alunni, già messa a dura prova in presenza, con la didattica a distanza diventa una vera e propria sfida. Sfida è certamente la parola giusta.
Il fattore umano è probabilmente il più compromesso. Nel processo formativo, il rapporto fra discente e docente è indispensabile per portare a termine gli obiettivi didattici, ma anche l’interazione fra discenti è un punto indispensabile per la crescita e lo sviluppo del gruppo classe.
I docenti e i formatori hanno dovuto elaborare nuove strategie creative per tenere costante il dialogo con i discenti, riuscire a completare il processo formativo e prestare attenzione al ritorno dei risultati.
L’utilizzo di strumenti digitali già presenti ma soprattutto sviluppati durante il primo periodo della pandemia ha reso la DAD più coinvolgente e ha permesso la scoperta, sia per gli alunni che per i docenti, di buone pratiche che saranno utili anche quando l’emergenza sarà finita.
L’implementazione di nuovi strumenti digitali rende il processo formativo più fluido, coinvolgendo anche altre modalità che spesso nella didattica in presenza non sono troppo sollecitate. Inoltre, la DAD, permette un approccio di autonomia nella scoperta e nella conoscenza conquistando nuove competenze utili da impiegare anche in altre occasioni.
In questo periodo difficilissimo per tantissimi aspetti, l’introduzione della DAD ha senza dubbio accelerato dei processi che diversamente si sarebbero sviluppati con lentezza. Sia i docenti che i discenti si sono dovuti confrontare con nuovi strumenti e nuove modalità:
la restituzione di compiti progettati con supporti digitali, piattaforme online predisposte unicamente per la formazione, una comunicazione strutturata in una modalità del tutto nuova sono solo alcune delle attività che hanno dovuto affrontare.
Oggi che siamo un po’ più vicini al ritorno della didattica in presenza probabilmente non c’è una risposta risolutiva sulla questione DAD sì o DAD no. Non sappiamo se in futuro sarà una delle possibilità di trasformazione della formazione, con innesti di lezioni online a lezioni in presenza.
La cosa certa è che abbiamo imparato tante nuove cose.



